Il fenomeno del phishing è una minaccia costante per chiunque utilizzi servizi bancari o postali online. La recente sentenza della Corte di Cassazione ha segnato un importante precedente, stabilendo che anche in caso di frode informatica, l’istituto di credito o postale ha dei precisi obblighi di protezione verso il cliente. Questo articolo analizza le implicazioni di questa storica decisione e le sue ripercussioni sulla responsabilità degli intermediari finanziari.
La sentenza della cassazione e la sua portata
La storica sentenza della Cassazione Civile (Sezione II, 2024) ha stabilito un principio di enorme portata per la tutela dei consumatori. La Corte ha riconosciuto che, nonostante la frode informatica avvenga spesso attraverso l’inganno e la negligenza della vittima, la banca o l’ente postale non può esimersi da ogni responsabilità. La decisione si basa sul presupposto che gli istituti finanziari, in quanto custodi dei fondi e dei dati dei propri clienti, hanno il dovere di adottare misure di sicurezza adeguate e sempre aggiornate per prevenire e contrastare i reati informatici. Questo principio si applica anche ai servizi di phishing, confermando che la responsabilità non ricade interamente sulle spalle del cliente. La sentenza rappresenta un’importante vittoria per tutti i consumatori e obbliga gli intermediari a elevare i propri standard di sicurezza, investendo in tecnologie di protezione sempre più sofisticate.
Il ragionamento della Cassazione è chiaro: anche se la vittima di phishing ha involontariamente fornito i propri dati sensibili, ciò non spezza il nesso di causalità tra l’evento dannoso e la presunta inadeguatezza dei sistemi di sicurezza dell’istituto. La frode, infatti, è resa possibile da una falla nel sistema che la banca o la posta, in base ai suoi obblighi professionali, avrebbe dovuto prevenire. In questo caso specifico, Poste Italiane è stata condannata a risarcire il danno al cliente, un’affermazione forte che ribadisce il dovere di diligenza e protezione degli intermediari finanziari. Il nostro studio, PMG Law Firm, ha seguito con grande interesse questa sentenza, che offre nuove opportunità per la tutela dei diritti dei nostri assistiti.

Gli obblighi di diligenza dell’istituto
La sentenza analizzata rafforza il concetto di diligenza che gli istituti di credito e gli enti postali devono adottare nella gestione dei servizi online. Tale dovere non si limita più a un generico impegno, ma si traduce in un obbligo concreto di implementare sistemi di autenticazione a più fattori, monitoraggio delle transazioni sospette e allerta immediata in caso di accesso anomalo. La sicurezza, quindi, diventa una priorità assoluta e non un optional. Se un cliente subisce un danno a causa di una frode, spetta all’istituto dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie e di aver agito con la massima diligenza. Questo rovesciamento dell’onere della prova rende più agevole per la vittima ottenere il risarcimento e spinge gli istituti a una maggiore trasparenza sulle loro procedure di sicurezza.
Le nuove linee guida giurisprudenziali stabiliscono un principio chiaro: la mancata o insufficiente adozione di misure di sicurezza idonee può configurare una responsabilità contrattuale dell’istituto. Ciò significa che la banca o l’ente postale viola il contratto con il cliente e, di conseguenza, è tenuto a risarcire i danni subiti. La sentenza offre una tutela più forte anche per i casi di “sim swap” o di altre frodi sofisticate, dove la vittima è spesso inconsapevole del rischio. Il risarcimento non si limita più al solo danno patrimoniale, ma può estendersi anche al risarcimento per lo stress e i disagi subiti a causa della frode.
I precedenti e il futuro della giurisprudenza
La decisione della Cassazione non è un fulmine a ciel sereno, ma si inserisce in un contesto giurisprudenziale che da tempo sta evolvendo in senso più favorevole per i consumatori. Sentenze precedenti avevano già iniziato a porre l’accento sulla responsabilità degli intermediari, ma la pronuncia del 2024 è la più esplicita e netta in materia di phishing. Questo precedente segna un punto di non ritorno, rendendo più difficile per gli istituti di credito e per le poste scaricare la colpa interamente sulla negligenza del cliente. Le prossime sentenze, in linea con questo orientamento, si concentreranno sempre più sulla valutazione dell’adeguatezza delle misure di sicurezza adottate, spingendo gli istituti a continui investimenti in innovazione e formazione.
L’impatto di questa sentenza si farà sentire anche a livello normativo. È probabile che il legislatore, in risposta a questo indirizzo giurisprudenziale, introduca nuove disposizioni che rafforzino ulteriormente gli obblighi di protezione degli intermediari finanziari. In questo scenario, l’assistenza di un avvocato specializzato in diritto del consumatore e reati informatici diventa cruciale per ottenere un risarcimento. I casi di phishing e di frode informatica diventeranno sempre più frequenti, ma grazie a questa sentenza, i consumatori hanno uno strumento più forte per far valere i propri diritti e ottenere giustizia. La nostra consulenza legale è sempre aggiornata per affrontare queste nuove sfide.
Come l’avvocato può aiutare la vittima
Se sei stato vittima di una frode informatica, la prima cosa da fare è non perdere tempo e rivolgerti a un avvocato specializzato. Il professionista esperto saprà valutare il tuo caso, analizzando le circostanze della frode e verificando se l’istituto finanziario ha omesso di adottare le misure di sicurezza necessarie. L’avvocato ti guiderà nella raccolta di tutte le prove, dalla denuncia alle forze dell’ordine alla corrispondenza con la banca o l’ente postale. Questa fase è cruciale per costruire un caso solido e dimostrare l’inadempienza dell’intermediario. L’assistenza legale ti aiuterà a superare la frustrazione e lo stress, dandoti un punto di riferimento professionale che può fare la differenza nel risultato finale.
Un avvocato specializzato, come quelli del nostro studio, ti assisterà anche nella negoziazione con l’istituto finanziario. Spesso, la minaccia di un’azione legale, unita all’evidenza della sentenza della Cassazione, è sufficiente a spingere la banca o l’ente a un accordo extragiudiziale per il risarcimento del danno. Se un accordo non è possibile, l’avvocato sarà pronto a intraprendere un’azione legale per tutelare i tuoi diritti in tribunale. La nostra esperienza in materia ci consente di offrirti un supporto completo, dalla consulenza iniziale all’azione legale, per garantirti di ottenere il giusto risarcimento e la protezione dei tuoi dati.
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