Il contesto
Luca, atleta professionista nel settore dell’atletica leggera, si è trovato improvvisamente sospeso dalle competizioni a causa di un presunto caso di doping. In occasione di un campionato nazionale, un controllo antidoping aveva rilevato tracce di una sostanza vietata, portando la federazione ad adottare immediatamente una squalifica cautelare. La notizia ha avuto un impatto devastante: oltre all’impossibilità di partecipare alle gare, Luca ha rischiato la perdita di contratti di sponsorizzazione, la rottura con il proprio club sportivo e un danno significativo alla sua reputazione personale. Egli, tuttavia, si è sempre dichiarato estraneo a qualunque pratica illecita, sostenendo che la sostanza fosse entrata nel suo organismo in maniera non intenzionale, attraverso integratori acquistati in buona fede.
La famiglia di Luca, profondamente colpita dalla situazione, temeva che anni di sacrifici e allenamenti quotidiani fossero vanificati da un’accusa ingiusta. Inoltre, l’opinione pubblica e la stampa sportiva avevano già diffuso ampiamente la notizia, creando un clima di sfiducia attorno all’atleta. In questo quadro complesso, la difesa legale era essenziale per ristabilire la verità dei fatti e consentire a Luca di dimostrare la propria innocenza davanti alla commissione disciplinare.

Il nostro approccio legale
Il team di PMG Law Firm ha assunto immediatamente la difesa di Luca, partendo da un’analisi approfondita di tutta la documentazione ufficiale. Il primo passo è stato quello di verificare la correttezza delle procedure di prelievo e delle modalità di conservazione dei campioni, poiché eventuali anomalie avrebbero potuto compromettere la validità del test. Successivamente, è stata richiesta una controanalisi presso un laboratorio indipendente e certificato, al fine di accertare l’attendibilità dei risultati. Parallelamente, il nostro studio ha raccolto fatture, ricevute e dichiarazioni che dimostravano come l’atleta avesse acquistato integratori in maniera del tutto regolare e da rivenditori autorizzati.
È stata inoltre commissionata una perizia tecnica che ha confermato la possibilità di contaminazione accidentale in alcuni lotti di produzione. Abbiamo poi costruito una memoria difensiva strutturata, nella quale è stata valorizzata la carriera limpida di Luca, priva di precedenti disciplinari, sottolineando la sua costante disponibilità ai controlli e la sua trasparenza nei rapporti con la federazione. L’approccio scelto dal team ha unito rigore giuridico, competenze scientifiche e una forte attenzione all’aspetto umano, così da presentare alla commissione un quadro chiaro e convincente a favore del nostro assistito.
La soluzione raggiunta
Grazie a una strategia accurata, la commissione disciplinare ha accolto le nostre argomentazioni e ha disposto la revoca della squalifica nei confronti di Luca. Le controanalisi hanno confermato che la sostanza rilevata era presente in quantità minima e compatibile con un episodio di contaminazione involontaria, piuttosto che con un utilizzo volontario finalizzato al miglioramento delle prestazioni.
Questa valutazione ha permesso di escludere qualsiasi intento fraudolento e di restituire piena credibilità all’atleta. Luca ha così potuto riprendere ad allenarsi e partecipare alle competizioni senza ulteriori ostacoli, preservando i suoi rapporti con sponsor e squadra. Inoltre, il ripristino della sua immagine pubblica ha consentito di ricostruire la fiducia del pubblico e degli appassionati di sport, spesso diffidenti nei confronti dei casi di doping. La famiglia dell’atleta ha espresso gratitudine per il lavoro svolto, riconoscendo il ruolo determinante del team di PMG Law Firm nel salvaguardare una carriera costruita con anni di impegno. Questo caso dimostra come un’assistenza legale competente, supportata da analisi tecniche e un approccio multidisciplinare, possa essere decisiva per ribaltare un provvedimento disciplinare ingiusto e restituire dignità e futuro a chi rischiava di perderli.





