La Criticità: La Situazione Iniziale del Cliente
Giorgio, stimato commerciante nel settore antiquario, si è trovato a essere il bersaglio di un’indagine penale con l’accusa di truffa aggravata, reato previsto dall’articolo 640 del Codice Penale. La querela era stata presentata da un cliente che sosteneva di aver acquistato un mobile antico per una cifra considerevole, ritenuto poi un falso di scarso valore dopo una perizia privata. L’accusa si basava principalmente sulle dichiarazioni del querelante e sulla sua presunta “fiducia tradita”, con la Procura che aveva avviato un’indagine per verificare il dolo del nostro cliente.
La posizione dei Giorgio era estremamente delicata: l’accusa, oltre a prevedere pesanti conseguenze penali, rischiava di distruggere la sua reputazione professionale, costruita in decenni di onorata attività. La sua priorità era dimostrare la sua totale estraneità al reato e ottenere una completa assoluzione, per ripristinare il suo onore e la sua credibilità nel mondo del commercio.

La Strategia: Il Nostro Approccio Legale
Il nostro team ha intrapreso una strategia difensiva meticolosa e mirata a smantellare il castello accusatorio pezzo per pezzo. Abbiamo iniziato con un’analisi approfondita della documentazione relativa alla vendita, compresi i contratti, le fatture e le comunicazioni via email con il cliente. La nostra prima mossa è stata quella di nominare un perito tecnico di parte, un esperto in antiquariato, per redigere una relazione che confutasse la perizia della controparte.
La perizia del nostro esperto ha dimostrato che, pur non essendo un pezzo originale d’epoca come sperava il cliente, il mobile possedeva comunque un valore commerciale rilevante e, soprattutto, non era stato venduto con l’intento fraudolento di ingannare l’acquirente. Abbiamo dimostrato che Giorgio aveva sempre agito con la massima trasparenza, fornendo tutte le informazioni in suo possesso e non occultando nulla. Ci siamo focalizzati sulla mancanza di prove concrete del dolo, mettendo in evidenza come la delusione del cliente non potesse essere confusa con una truffa penale.
Il Risultato: La Soluzione Raggiunta
Il risultato del nostro lavoro è stato il riconoscimento della completa innocenza del nostro cliente. Il Giudice, dopo aver valutato le prove presentate dalla difesa e aver riscontrato l’assenza di un intento doloso da parte di Giorgio, ha emesso una sentenza di assoluzione con formula piena per insufficienza di prove, ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del Codice di Procedura Penale. L’accusa di truffa non è stata ritenuta fondata e il nostro cliente è stato completamente prosciolto.
Questo esito ha permesso a Giorgio non solo di evitare una condanna penale, ma anche di ripulire il suo nome da ogni ombra di illecito, proteggendo la sua reputazione professionale e la sua attività commerciale. La strategia mirata alla prova, con il coinvolgimento di un perito tecnico, ha dimostrato come in un procedimento penale la ricerca della verità processuale sia l’unica strada per ottenere giustizia.





