Risoluzione illegittima

Come opporsi a un licenziamento ingiusto
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Un licenziamento senza motivazione valida

La risoluzione illegittima del rapporto di lavoro si verifica quando un datore di lavoro decide di porre fine al contratto senza una motivazione valida, come richiesto dalla legge italiana. La normativa stabilisce che un licenziamento può essere considerato legittimo solo in presenza di una giusta causa (comportamento gravissimo del lavoratore) o un giustificato motivo (soggettivo, legato a un comportamento meno grave, o oggettivo, legato a ragioni economiche e aziendali). Se il datore di lavoro non è in grado di dimostrare la sussistenza di tali motivi, o se la motivazione è pretestuosa, il licenziamento è da considerarsi nullo o, appunto, illegittimo. Questa situazione, purtroppo, è diffusa e spesso genera confusione e incertezza nel lavoratore, che non sa quali diritti può far valere.

Risoluzione illegittima

Le ragioni di un licenziamento illegittimo

Le cause che rendono una risoluzione illegittima possono essere molteplici. Una delle più comuni è l’assenza di un giustificato motivo oggettivo, come nel caso di riorganizzazioni aziendali fittizie utilizzate per mascherare un licenziamento arbitrario. Altre volte, la risoluzione è viziata da motivi discriminatori, ad esempio legati a questioni di genere, età o maternità, che rendono il licenziamento nullo. In altri casi, si tratta di una ritorsione da parte del datore di lavoro in risposta a una legittima azione del dipendente, come la richiesta di pagamento di spettanze non versate o la denuncia di un illecito. In tutte queste situazioni, è cruciale non accettare passivamente il licenziamento, ma valutarne la legittimità per poter avviare le azioni legali necessarie.

Impugnazione e tutele per il lavoratore

Un lavoratore che ritiene di aver subito un licenziamento illegittimo ha il diritto di impugnarlo entro precisi termini di legge. La procedura prevede una prima impugnazione stragiudiziale entro 60 giorni dal ricevimento della lettera di licenziamento, seguita da un’azione legale in tribunale entro i successivi 180 giorni, se non si raggiunge un accordo. A seconda della situazione, il giudice può disporre diverse tutele. Le più importanti sono la reintegrazione nel posto di lavoro (specie per le aziende più grandi) o il risarcimento del danno, che può variare da un minimo di 6 a un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione. Con la corretta assistenza legale, è possibile far valere i propri diritti e ottenere un equo indennizzo per il danno subito.

L’assistenza di PMG Law Firm

Un licenziamento inaspettato può essere un duro colpo, ma non sei solo. PMG Law Firm ti offre un’assistenza legale completa per valutare la validità della risoluzione del tuo rapporto di lavoro. Il nostro team di esperti in diritto del lavoro analizza con attenzione la tua posizione, i motivi del licenziamento e le circostanze che lo hanno determinato per identificare le migliori strategie di difesa. Ti affianchiamo in ogni fase, dalla redazione dell’impugnazione stragiudiziale alla negoziazione con il datore di lavoro per un accordo, fino alla rappresentanza in giudizio per ottenere il giusto risarcimento o, se possibile, la reintegrazione. Il nostro obiettivo è lottare per i tuoi diritti e garantirti giustizia.

I nostri servizi dedicati alla risoluzione illegittima includono:

  • Analisi approfondita del caso e dei motivi di licenziamento

  • Redazione e invio dell’impugnazione stragiudiziale

  • Negoziazione per un accordo transattivo

  • Ricorso in tribunale per un licenziamento illegittimo

  • Richiesta di risarcimento e/o reintegrazione

  • Tutela in caso di licenziamento discriminatorio o nullo

  • Gestione degli aspetti previdenziali e contributivi

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