Il contesto
Francesca, titolare di un’impresa che da oltre vent’anni produce e distribuisce calzature artigianali in Toscana, si è trovata improvvisamente a fronteggiare un problema che minacciava la solidità della sua attività. Una società concorrente aveva iniziato a commercializzare prodotti estremamente simili ai suoi, non solo replicando design e modelli registrati, ma arrivando persino a copiare cataloghi fotografici e descrizioni dei prodotti pubblicati online. Questo comportamento ha generato un forte danno economico, poiché alcuni clienti storici di Francesca, confusi dalla somiglianza tra i marchi, avevano erroneamente acquistato articoli della società rivale, convinti di trattarsi degli originali.
La situazione si è aggravata quando Francesca ha scoperto che uno dei suoi ex dipendenti, uscito dall’azienda pochi mesi prima, era entrato a far parte del nuovo concorrente. Tale circostanza faceva supporre una violazione degli obblighi di fedeltà e di riservatezza, in quanto era evidente che informazioni interne sui fornitori, sulle tecniche produttive e sulle strategie di mercato erano state sfruttate per avvantaggiare l’impresa rivale. Questa dinamica aveva generato una perdita significativa di ordini, mettendo a rischio la stabilità finanziaria della sua impresa e la fiducia costruita negli anni con distributori e boutique. Sentendosi defraudata e privata di una parte importante del proprio mercato, Francesca ha deciso di rivolgersi al team di PMG Law Firm per ottenere tutela legale e difendere i suoi diritti di imprenditrice.

Il nostro approccio legale
Il primo passo intrapreso dal team di PMG Law Firm è stato un’attenta analisi delle prove raccolte da Francesca, tra cui cataloghi, immagini, comunicazioni commerciali e testimonianze di clienti confusi dall’evidente somiglianza dei prodotti. Abbiamo successivamente predisposto una comparazione tecnica tra i modelli dell’impresa della cliente e quelli offerti dal concorrente, evidenziando la riproduzione non autorizzata di elementi distintivi che configuravano un chiaro caso di concorrenza sleale.
Per rafforzare la posizione, è stato acquisito anche un parere di un esperto in design industriale, che ha confermato come le linee estetiche delle calzature non potessero essere frutto di coincidenze. Parallelamente, abbiamo ricostruito la dinamica lavorativa che aveva portato l’ex dipendente a trasferirsi presso l’impresa rivale, dimostrando la violazione dei principi di correttezza professionale e l’utilizzo di informazioni riservate a beneficio della nuova società. Una volta raccolti tutti gli elementi, abbiamo predisposto un ricorso urgente al tribunale civile, chiedendo l’inibizione immediata della commercializzazione dei prodotti copiati e un risarcimento per i danni già subiti.
La strategia è stata duplice: da un lato, dimostrare con prove concrete la sussistenza della concorrenza sleale e del danno patrimoniale; dall’altro, evidenziare la necessità di un provvedimento rapido per evitare ulteriori perdite economiche. Il nostro approccio ha combinato fermezza processuale e capacità di gestire la comunicazione con la controparte, mantenendo aperta la possibilità di un accordo che potesse ridurre i tempi e i costi della causa.
La soluzione raggiunta
Il tribunale, dopo aver esaminato le prove e ascoltato le parti, ha riconosciuto la fondatezza delle richieste avanzate dal team di PMG Law Firm. È stato emesso un provvedimento che inibiva immediatamente la vendita dei prodotti copiati, imponendo alla società concorrente di ritirarli dal mercato e di interrompere ogni campagna promozionale ingannevole. Inoltre, è stato riconosciuto un risarcimento a favore dell’impresa di Francesca per coprire i danni subiti, quantificati sia in termini di perdita di guadagni, sia in danno all’immagine commerciale.
Questo risultato ha permesso a Francesca di recuperare credibilità sul mercato, rassicurando clienti e distributori sulla serietà della sua azienda. La decisione giudiziaria ha avuto anche un effetto deterrente nei confronti di altri potenziali concorrenti, dimostrando che i comportamenti di slealtà commerciale non sarebbero rimasti impuniti. Grazie al risarcimento ottenuto, l’impresa ha potuto reinvestire in nuove campagne di marketing e nel potenziamento del reparto produttivo, recuperando progressivamente la quota di mercato perduta.
Per Francesca, la vicenda è stata una prova complessa ma risolta positivamente grazie a un’assistenza legale attenta e determinata. Il caso ha messo in luce come la tempestività e la precisione nella raccolta delle prove possano essere decisive per ottenere tutela. Per il team di PMG Law Firm, si è trattato di un esempio significativo dell’importanza di difendere le imprese dalle pratiche scorrette, assicurando non solo giustizia al singolo cliente ma anche maggiore correttezza all’intero settore economico.





