Opposizione a decreto ingiuntivo per fornitura: riduzione del 80%

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Il Contesto: la situazione iniziale del cliente

Una piccola impresa nel settore manifatturiero, si è rivolta al nostro studio dopo aver ricevuto un decreto ingiuntivo di € 120.000,00 da un suo fornitore storico. Il decreto era stato emesso per il presunto mancato pagamento di diverse fatture relative a una fornitura di materie prime. Il nostro cliente, pur riconoscendo la sussistenza di un debito, riteneva l’ammontare richiesto illegittimo e sproporzionato.

Dopo un’analisi interna, l’amministratore delegato aveva riscontrato gravi vizi e difetti nella qualità della merce ricevuta, che avevano causato danni significativi alla produzione e perdite economiche quantificabili in decine di migliaia di euro. La posizione del nostro cliente era estremamente precaria: da un lato, non poteva ignorare il decreto ingiuntivo, pena l’avvio di un’esecuzione forzata sui suoi beni; dall’altro, accettare di pagare l’intera somma avrebbe compromesso la sua liquidità, mettendo a rischio la stabilità finanziaria dell’azienda e il mantenimento dei posti di lavoro. La situazione era complessa, e richiedeva un intervento rapido e preciso per evitare il peggio.

La Strategia: il nostro approccio legale

Il nostro team ha immediatamente agito per presentare opposizione al decreto ingiuntivo, rispettando i termini perentori di legge. La nostra strategia si è basata su una duplice linea difensiva. In primo luogo, abbiamo contestato l’ammontare del credito azionato in giudizio, sostenendo la non conformità della merce alle specifiche contrattuali. Abbiamo raccolto e analizzato la documentazione aziendale del nostro cliente, incluse le schede tecniche dei prodotti, le comunicazioni via email con il fornitore e i rapporti interni sui difetti riscontrati.

Abbiamo poi quantificato il danno subito dal nostro cliente, presentando una domanda riconvenzionale per il risarcimento dei danni da inadempimento contrattuale. In sostanza, non ci siamo limitati a chiedere la revoca del decreto, ma abbiamo invertito la situazione, dimostrando che era la controparte a dover risarcire il nostro cliente. In parallelo, abbiamo avviato un canale di negoziazione extragiudiziale con il legale della controparte. L’obiettivo era mostrare la solidità della nostra posizione e convincere la controparte che affrontare un lungo e costoso contenzioso, con l’incertezza del risultato, non era nel suo interesse. Questo approccio ha permesso di spostare la discussione dal semplice “pagare o non pagare” a “risarcimento e negoziazione”.

Il Risultato: la soluzione raggiunta

L’efficacia della nostra strategia è stata confermata dalla prontezza con cui la controparte ha aperto alla trattativa. Di fronte alla documentazione inconfutabile che provava i difetti della fornitura e alla minaccia di una domanda riconvenzionale robusta, la controparte ha ritirato la sua richiesta di pagamento integrale. Dopo un’intensa fase di negoziazione, siamo riusciti a raggiungere un accordo transattivo che ha sancito una riduzione del debito dell’80% rispetto all’importo originario del decreto ingiuntivo. Il nostro cliente ha quindi pagato al fornitore solo € 24.000,00, a fronte dei € 120.000,00 inizialmente richiesti.

Questo risultato non solo ha evitato al nostro cliente un’onerosa esecuzione forzata e il rischio di insolvenza, ma ha anche permesso di chiudere la questione in tempi rapidi, proteggendo la liquidità e la continuità operativa dell’azienda. Il caso dimostra come un’azione legale tempestiva e una strategia difensiva proattiva possano trasformare una situazione di potenziale disastro finanziario in un successo tangibile per l’impresa.

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